Perché ha vinto Trump

E perché io avrei dovuto fare il sondaggista, dal momento che ho sbagliato le previsioni, proprio come fanno i migliori (sic!) sondaggisti di professione.

Ho sbagliato tutto nella vita. Dovevo fare il sondaggista. Anch’io, come il peggiore dei sondaggisti, avevo previsto che avrebbe vinto Hilary Clinton e non il Trumpoliere imparruccato. Invece sarà quest’ultimo a presiedere il Paese più importante (sic!) del mondo. Ho cannato tutto. Almeno facessi davvero il sondaggista. Non esiste altra categoria professionale (a parte i giornalisti) capace di arricchirsi così tanto facendo malissimo il proprio mestiere: ossia “bucando” puntualmente tutti i pronostici. È un’arte pure questa, cosa credete!?

Io pensavo che avrebbe vinto la donna perché tutto l’establishment culturale era schierato con lei. Compresa una masnada di attori e cantanti che vive da casta privilegiata, dopo avere guadagnato cifre spropositate a forza di “prove artistiche” di stampo hollywoodiano o giù di lì. Chissà quanto sarà addolorata la povera Hilary, appena si renderà conto di come sarebbe stato meglio che avesse fatto un voto alla Madonna, invece di affidarsi a un concerto di Madonna (peraltro tipico esemplare di “pubblica e nobile virtù”, in grado di oscurare perfino le “virtù” dello smargiassone Donald!).

Poi ero convinto che avrebbe vinto Hilary perché le lobby più potenti la appoggiavano. In particolare l’industria delle armi, che ha bisogno di gente disposta a “fare guerre”, ma sottotraccia, cioè chiamando le guerre “missioni di pace”, e non di “guerrafondai” che tali si dichiarano alla luce del sole. Agli armatori conviene di più il buonismo di facciata, non l’aggressività verace.

Mi sono sbagliato. Come il peggiore dei sondaggisti che non sono. Non ho considerato molti aspetti. E tra questi, soprattutto due, che non erano da sottovalutare.

Il primo è che le lobby non si fossilizzano mai su una parte sola. Sono per l’alternanza. Ogni tanto cambiano i loro alleati e i punti di riferimento. Proprio come le masse. In America si sta un po’ di anni con la sinistra, poi si passa a destra, e via di questo passo. Si tratta di un popolo assai più fluttuante, rispetto al nostro.

Ora i casi sono due. O sono le masse a essere inconsciamente influenzate dalle lobby, o sono le lobby a lasciarsi volutamente influenzare dalle masse. Comincio a sospettare che sia più vera la seconda ipotesi.

Sono le lobby a “pedinare” la corrente che tira, a collocarsi e scegliere a seconda di come soffia l’aria, a mettersi in favor di vento, ossia a sostenere il candidato che più risulta a favor di popolo. E sostenere significa comprare. In modo tale che appena passa la buriana delle elezioni… il candidato non è più a favor di popolo, bensì di interessi di parte (con reciproci scambi di aiuti). Intanto i giornalisti e i sondaggisti tacciono, o fanno intendere altro. Sono sordi e ciechi, o sono complici.

In pratica il discorso è: «Quel candidato “tira bene”, si fa ascoltare e capire, raccoglie i consensi. Sosteniamo lui, non uno che rischia di essere perdente. Mica abbiamo i soldi da buttare via, noi!».

Ovviamente il sostegno ha un prezzo. Trump non ha bisogno di soldi: però ha bisogno di placare la sua sete-mania di grandezza, tipica del “salvatore della patria”. Di salvatori della patria ne sappiamo purtroppo qualcosa anche noi italiani. Sono l’ultima cosa di cui il mondo ha bisogno.

Dunque la lobby fiuta e segue il volere delle masse. E qui subentra il secondo aspetto che avevo trascurato. Le lobby hanno compreso (meglio dei sondaggisti) che le masse, e in primis quelle più malridotte, sono stanche e deluse. Deluse dalle ultime Amministrazioni democratiche. Perché Barack Obama non ha mantenuto alcuna promessa, e perché Hilary Clinton, nella sua veste di segretaria di Stato, ne ha combinate di cotte e di crude.

Tanto per fare un esempio: durante gli anni del mandato di Obama si è registrata un’impennata paurosa del numero delle persone di colore uccise dalla Polizia! Una serie di uccisioni così elevata non si vedeva da tempo. Tanti morti “di colore”, proprio nell’epoca in cui il Paese è guidato dal primo presidente di colore della storia americana!

E il suo desiderio di limitare la vendita delle armi non è stato realizzato. Non lo ha fatto. Nessuno può e riesce a farlo. Perché ogni presidente ha un debito da saldare con chi ha “pagato” la sua campagna elettorale e la sua ascesa al trono.

I democratici, la sinistra, hanno tradito le aspettative. Hanno dimostrato di essere dalla parte dei poteri forti: finanza, armatori e petrolieri prima di tutto. La domanda di maggiore giustizia sociale e di tutela dell’ambiente è rimasta inevasa.

Pertanto, sbagliando, il popolo ha virato verso destra. Cadendo nella trappola del vero populismo. Ma alla fine della fiera… non cambia nulla. Sempre guerra sarebbe stata, chiunque avesse vinto. Sempre petrolio sarà, lo si dica apertamente, come fa Trump o il Berlusconi di turno, o lo si voglia subdolamente nascondere spacciandosi per ambientalisti, come fanno “a sinistra” e come fa anche l’attuale Governo italico.

In Medio Oriente, contro i presunti terroristi, ai confini degli Stati Uniti, contro i migranti, o per le strade di qualsiasi città, contro qualunque minoranza non allineata e disagiata… comunque le guerre non mancheranno mai. In America come altrove.

E io non sarò mai un bravo sondaggista, benché “ci prenda” (si fa per dire…) come tutti i migliori sondaggisti che stanno sulla cresta dell’onda. E non annegano mai.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...