I RICCHI SONO MALATI: “METTIAMOLI VIA”

Ormai è indispensabile: dobbiamo istituire un apposito sanatorio dedicato alla patologia della ricchezza. E vi dobbiamo rinchiudere i ricchi. Se necessario (come è ovvio che sia), ricorrendo al meccanismo del “Tso”, il “Trattamento sanitario obbligatorio”. Che una volta tanto sarebbe equo e giusto. Diciamo pure anche “caritatevole”!

Quando qualcuno mi chiede se sono un razzista, rispondo sempre di sì. Convintamente. Certo, sono un razzista convinto. Ce l’ho su con chi è di una razza diversa dalla mia, con chi presenta delle “storture fisico-genetiche” classificabili come “handicap grave”, e anche con chi soffre di disturbi o patologie o deviazioni psichiche della specie più aberrante.

Quindi lo chiarisco una volta per tutte: sono a favore dei ghetti, sono a favore degli istituti in cui si ricoverano quelli che non sono “normodotati”, e sono più che mai a favore dei manicomi (è stato un errore chiuderli e andrebbero al più presto ripristinati!).

Scommetto che siete scandalizzati. Eppure assicuro che sono proprio così: razzista! Solo che… Il fatto è… Voglio dire… Insomma, se devo individuare quali sono le persone che a mio avviso rientrano nei tre gruppi sopracitati (razza diversa, disabile, malato di mente), bèh, non posso che segnalare un’unica categoria: i ricchi. Gli stra-ricchi. Sì, i ricchi sfondati, quelli che neppure sono capaci di quantificare i loro patrimoni, di elencare tutte le loro proprietà, talmente tante che appunto se ne scordano sempre qualcuna, nel momento in cui sono chiamati a dichiararla al fisco.

Sono loro, sì, l’oggetto del mio razzismo. I ricchi sfondati! Che cosa avevate capito? Mica ce l’ho con i “matti”, mica ce l’ho con gli handicappati, e tanto meno con quelli la cui pelle ha una tinta differente dalla mia! Ma che, scherziamo!? Già ne hanno passate e ne passano di tutti i colori… Rinchiusi di là, cacciati via di qua, picchiati da una parte, accusati dall’altra. Che ci siano o non ci siano i ghetti e i manicomi fisici (intesi come strutture e spazi adibiti, sic, ad hoc), che siano o non siano liberi (parola che suona come un eufemismo), comunque sia, per loro la vita è un manicomio o una prigione perenne.

No, non ce l’ho con loro, non sono un razzista incallito nei confronti dei diversamente abili, dei diversamente sani e dei diversamente colorati. Io detesto proprio i ricchi, e in particolare tutti quei ricchi che spesso assumono un’aria dimessa e contrita da “diversamente poveri”!

Così dimessi, così buoni, così bravi… che si arrogano pure il diritto di fare la predica a tutti, di insegnare ai poveri e a quanti faticano a tirare avanti… come si deve vivere. Anzi, come si può vivere… facendo dei sacrifici!

Ecco, l’ho detto: ce l’ho con i diversamente poveri che fanno i maestri! Che sono pieni di soldi, hanno tutti i diritti del mondo, e tra questi diritti annoverano anche quello di dirmi come devo fare, cosa devo fare, cosa non devo fare…

A volte qualcuno mi rinfaccia di essere invidioso: «Vorresti essere come loro, dài! Chiunque, in realtà, sogna di essere altrettanto ricco!». Questo affermano.

E io rispondo: “Giammai”! Non ho mai aspirato a essere ricco come loro. Desidero stare bene, economicamente e non solo, anelo il benessere, e questa è tutta un’altra cosa. Vorrei vivere in serenità e senza patemi. Vorrei avere le risorse sufficienti per stare bene, punto e basta.

E credo che la maggioranza della gente sana e normale voglia la stessa cosa. Niente di più. Sì, per carità, ci sono anche i menefreghisti e gli egoisti tra i “non-ricchi”, che magari ricchissimi vorrebbero diventarlo ma non ci riescono. Però sono secondo me una minoranza, quelli che si possono definire come i “ricchi mancati”.

In ogni caso, lo ribadisco, quando sento una persona apparentemente normale che dichiara di voler diventare ricca sfondata, io diffido subito. Mi interrogo a proposito della sua normalità, o meglio, della sua salute. Ritengo che abbia qualche cosa che non va.

Chi vuole diventare ricco, e soprattutto chi ricco lo diventa, è malato. Bisogna curarlo. E lo sto dicendo seriamente. In una persona così deve esserci qualcosa che non va a livello genetico. Si facciano delle ricerche, perbacco! Propongo di studiare il caso, in quanto non c’è alcun dubbio che si tratta di un caso clinico. E nel frattempo, mentre si studia la causa di questa malattia, e si cerca di inventare la terapia più adeguata, nel frattempo li si rinchiuda. Sono pericolosi, e lo stiamo verificando quotidianamente: si “mangiano fuori” la metà della ricchezza prodotta nel mondo, lasciando soltanto le briciole al prossimo!

Come si fa a pensare davvero che sia tutto corretto, tutto normale, tutto giusto!? Sono malati, malatissimi. Ed è una questione genetica, non solo sociale. La loro “compulsione per l’avere”, di più, sempre di più, deve per forza nascondere un’origine fisiologico-genetica.

Ci sarà pure una differenza, no, tra me che non mi interessa niente dell’essere ricco, e i ricchi che non ne hanno mai abbastanza di essere ricchi e accumulano sempre di più!

E che sono malati… è evidente. Lo si percepisce anche solo da come si giustificano, e da come spiegano la loro situazione: «Il mercato è il mercato, e fissa i prezzi, i costi e gli stipendi. Non è colpa mia se certe professioni sono pagate tanto…». Oppure sostengono: «Io guadagno molto, però sono una sorta di industria, do lavoro ad altre persone, faccio girare i soldi, e di questo ne beneficiano tutti…».

Cioè, e io che cosa sarei, cretino, a dovermi bere queste sciocchezze? Se uno ha una ventina di case e di poderi, e una flotta di yacht, aerei privati, ori e argenti, una spiaggia o un’isola intera, uno così, fa girare il denaro e crea la ricchezza? No, questo, la maggior parte della ricchezza la trattiene per i suoi capricci e i suoi privilegi, altro che farla girare! Ed è un padre-padrone che con la scusa del dare lavoro… dispone di una pletora di servi al seguito che esaudiscono tutti i suoi voleri. Molli un po’ dei suoi privilegi e ricchezze, e lasci che i servi abbiano la possibilità e l’opportunità di “darsi un lavoro” da soli, in autonomia e secondo le loro volontà e capacità!

Il ricco drena le risorse generate da tutta la società, altro che farle fruttare! Questa è la verità! Come si può abboccare a certe fandonie? Il ricco è ricco perché se lo merita? Può anche fare il lavoro più essenziale e meritorio del mondo, ma se lui è straricco mentre la maggioranza della popolazione arranca o affonda, allora il merito scompare, non ha più alcun senso. Il ricco non può dire che la povertà non sia anche colpa sua!

Un procuratore di calcio è un professionista che merita di essere pagato come un re, e di avere ville gigantesche in tutti i Paesi del mondo, mentre un allevatore di maiali è un professionista meno importante? Come si stabiliscono le cifre che un professionista merita di portare a casa? Decide il fantomatico e solito mercato (spiegazione subdola buona per tutte le occasioni…)? E se è veramente il mercato quello che decide, sulla base dei suoi misteriosi parametri, si tiene conto della “clientela”, ossia della reale domanda da parte dei consumatori? Si racconta che il mercato si auto-regola innanzitutto sulla base di questo aspetto, la “vendita”: bèh, si è proprio sicuri che il mondo del calcio attira più “clienti” del salame? Le salumerie sono sempre piene ovunque, e gli stadi invece si stanno svuotando (per tacere inoltre della crisi attraversata dalle reti televisive che si accaparrano l’esclusiva della trasmissione delle partite: si indebitano per comprarle, sperando di rifarsi con la pubblicità, ma sono sempre più “in rosso”…).

Temo che ci sia qualcosa che non quadra. Mi sa tanto che l’alimentazione sia più fondamentale dei calci ad un pallone.

E allora perché l’allevatore di maiali sogna solamente di arrivare (sì e no) alla fine del mese, e il grande procuratore di tutti i più grandi assi del calcio, che già possiede un’infinità di case e proprietà, yacht e conti in banca e pacchetti azionari… sogna di aggiungere ai suoi già cospicui possedimenti anche un “bruscolino” chiamato “ex-villone di Al Capone?

Lo ripeto: è un problema di genetica. O di genetica e psiche insieme, o qualche cosa del genere. I ricchi sono malati. Urge intervenire.

Sono di una razza diversa, infermi di mente e disabili dalla nascita. Per secoli abbiamo isolato i disabili, li abbiamo nascosti al mondo. Praticamente fino all’altro ieri (e forse, in parte, ancora oggi…) abbiamo segregato i presunti “pazzi” nei manicomi. Le razze colorate e inferiori, quelle le maltrattiamo tuttora.

“Occorre metterlo via”: si diceva così una volta, quando un individuo non era “cento-cento”, non veniva considerato all’altezza, aveva dei limiti, o rifuggiva dalla normalità… Lo si metteva via, e chiuso il discorso.

Ecco pertanto qual è il mio suggerimento. I ricchi non sono sani, sono il cancro dell’umanità. Però sono dei malati consapevoli. Dei carnefici, mica delle vittime… E non c’è un antidoto, non esiste alcuna possibilità di guarigione o catarsi. Sono irrimediabilmente perduti. Per piacere, “mettiamoli via”. E se dopo, intanto che “sono via”, si scopre la medicina adatta, tanto meglio.

Tuttavia, nel frattempo, elettroshock a tutta birra e chi s’è visto s’è visto! Scusate il razzismo…

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