Miracolo laico? No, serve un miracolo politico

Il sentire il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che parla di vero “miracolo laico” a proposito della “macchina dei soccorsi” messa in moto poco dopo il verificarsi del terremoto che ha colpito il Centro del Paese, mi fa letteralmente accapponare la pelle.

E utilizzo il termine “accapponare” in entrambi i sensi che il medesimo richiama: nel suo significato di “rabbrividire” e “inorridire”, ma anche nell’accezione originale del “castrare”, “evirare” (accapponare equivale a essere ridotto a un cappone…).

Il fatto è che quando il “nostro” apre la bocca per sputare le sue rigorose sentenze dal pulpito ministeriale, si rimane veramente allibiti. Senza parole. Privi di una reazione. Come “castrati”, appunto. Senza più coglioni, se volete che sia più esplicito.

Ma siccome mi sto esprimendo per metafore e perifrasi, e i miei coglioni sono ancora intatti al loro posto (ci vorrebbe ben altro che un misero Alfanino…), una reazione ce l’ho, ed è precisamente questa: “miracolo laico”? Tzé, ci sarebbe semmai bisogno di un “miracolo politico”! Un miracolo politico che dovrebbe risolvere due problemi, in qualche modo strettamente connessi.

Il primo è quello di far assurgere finalmente il ministro Alfano al ruolo di politico, di conferirgli questo status, dal momento che lui fa di tutto per evitarlo… Ops, mi rendo conto che per una cosa del genere, manco i miracoli si sono per ora attrezzati.

Il secondo obiettivo sarebbe invece quello di praticare un politica vera e sana e pronta e giusta, tale da riuscire a scongiurare la necessità dell’intervento da “miracolo laico”.

Devo spiegarmi meglio? Semplice. Sappiamo tutti che in Italia l’organizzazione della Protezione Civile non è “malvagia”, anzi, funziona (abbastanza) bene. Ma funziona e si muove (come è anche giusto che sia) grazie soprattutto a una fitta rete di volontari, e quindi di solidarietà, la quale rimane tuttavia forte a dispetto dei sempre più scarsi contributi (in risorse economiche) che le accorda lo Stato.

Perciò, come è noto, civilmente e laicamente, siamo un popolo in gamba. Invece, sul piano politico, si tira indietro la gamba (e la mano). Ecco qual è il miracolo politico al quale si alludeva. Potrebbe per favore il caro Governo rinforzare il sostegno erogato a favore della “miracolosa laicità”? Non sarebbe forse una priorità?

Ma non solo. Il “miracolo laico” evocato da Alfano (che non perde mai l’occasione di sottolineare quanto sia profondamente credente!), è un fenomeno che si afferma solo dopo. Se ne è già avuta la percezione, purtroppo, in occasione di altri eventi nefasti, sappiamo che si tratta di un intervento molto efficace, e di sicuro nessuno avvertiva l’esigenza che il ministro rimarcasse ciò che tutti già conosciamo… Però, al di là di questo, occorre essere consapevoli che l’intervento civile e laico… arriva dopo. Dopo la distruzione. E prima?

Il “prima” dovrebbe essere la prerogativa essenziale della politica: la sua competenza principale; spetta alla politica il compito di prevenire il più possibile le catastrofi. Che cosa hanno fatto i politici, in questi ultimi anni in cui si sono susseguiti avvenimenti disastrosi di svariata natura, per provare a migliorare la “tenuta idro-geologica” di un territorio martoriato? Pressoché nulla!

Semmai, incoraggiano e sostengono le trivellazioni per terra e per mare, e il territorio lo mettono a repentaglio, anziché in sicurezza.

Checché ne dica il pio, spirituale e metafisico Alfano, il miracolo laico non è affatto un “miracolo”. Semmai è il risultato del lavoro concreto e dell’impegno reale portato avanti da enti e persone che hanno ancora i coglioni, e che insieme sono deputati a intervenire dopo.

La politica è al contrario deputata a intervenire prima. Quindi il ministro accapponato tiri fuori gli attributi prima, e faccia in modo che il Governo spenda il denaro di tutti i cittadini per difendere il più possibile l’incolumità dei cittadini stessi.

Questo è l’autentico miracolo, politico, che il Paese attende da tempo immemore. Ma io che non sono “metafisico” quanto Alfano e ai miracoli non credo per niente, mi sto già di nuovo accapponando in modo irreversibile!

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